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Cultura! Libertà!Tibi persuade maximam rei publicae spem in te esse (Cic.) 11月20日 Quei beni sono tutti cosa nostra Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione
che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l'uso sociale dei
beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze
politiche, che votarono all'unanimità le legge 109/96. Si coronava,
così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con
la propria vita l'impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate
illegalmente. Oggi quell 'impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. E' facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all'intervento dello Stato. La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni. Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l'emendamento sulla vendita dei beni confiscati. Si rafforzi, piuttosto, l'azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan. S'introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie. Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un'Italia civile, onesta e coraggiosa. Perché quei beni sono davvero tutti "cosa nostra" don Luigi Ciotti presidente di Libera e Gruppo Abele Firma l'appello qui 11月14日 Impressionismo Non lo so. Il non sapere è alla base di questa epoca del vuoto e si manifesta in molteplici forme, dall'ignoranza in senso lato, all'insensatezza, dal'indecisione alla precarietà. Sono tutte forme di non sapere. Anche l'assenza di valori è una forma di non sapere. È un vuoto che avvolge tutto, avvolge le singole persone. È per questo che si rimane isolati: noi siamo delle isole, c'è il vuoto tra ognuno di noi. Sono addirittura indeciso sul significato di questo pronome, o meglio sul effettivo significato che potrebbe rivestire nell'interpretazione della realtà che dà vita a questo flusso di pensieri, molli e indecisi anche loro, Le nostre menti sono blande, effeminate. Ma noi chi, nostre di chi? Devo rispondere ancora allo stesso modo: non lo so. Noi rispondiamo al vuoto della realtà con un vuoto dell'io, non sappiamo chi siamo, il mondo corre più veloce di quanto possa correre la nostra capacità di adattamento, così ci troviamo nel presente fulmineo senza capirlo e non riusciamo quindi a capire come continuerà la successione degli eventi che ci circondano aldilà del vuoto. Ma che nichilismo, ma che idealismo! Noi ci proviamo a superarlo, questo nichilismo, ci proviamo in tanti modi senza riuscire ad uscirne perchè ogni soluzione proposta è generata da una mente dotata di determinate forme mentali. Ma che innatismo! Le nostre forme mentali sono poche, sono uniformi, sono conformi a se stesse. Il nichilismo inconsapevolmente si prova a superare con il desiderio di vivere ogni attimo di presente: noi viviamo per sballarci, sballarci, sballarci. Ma che valori alti! Alti rispetto a tutti quanti? Nel nostro individualismo estremo non riusciamo a vederne l'utilità ma neanche l'origine. E così ci andiamo a sballare, ci godiamo il presente. Non viviamo predisposti alla speranza, che lascia tempo per pensare ed agire, siamo immersi in una continua attesa del futuro prossimo, che non lascia tempo a nessuno. E pensare che la nostra è l'epoca breve, dei tempi istantanei, degli spostamenti veloci, delle comunicazioni massificate. Non lo so, ho la sensazione che ci stiano fregando. Ma chi? Nessuno, qualcuno, o le regole di un mercato libero o di una massificazione sociale? Ecco, ho la costante sensazione che ci stiano fregando. Che se la cultura occidentale cadrà non sarà per il terrorismo o per l'immigrazione, ma perchè questa società non è riuscita a valorizzare e motivare le nuove generazioni. Le ha fornite di tutto ciò che è superfluo e le ha private di tutto ciò che è necessario. Non lo so, non so se sono considerazioni condivise o condivisibili da tutti noi; per Kant l'arte ha i caratteri dell'universalità e dell'immediatezza; non ho qui la pretesa dell'universalità, ma dell'immediatezza sì, e ho buttato giù queste quattro frasi per interrompere solo per un momento il vuoto che circonda gli esseri umani e la cui ombra precariamente incombe su ogni cosa, oscurando la luce delle nostre speranze future. 11月2日 Tormentone egiziano sulla moralità di certi italianiIn effetti non sapevo se metterlo sulla categoria cazzeggiamento oppure no..perchè se anche in Egitto sono arrivati a considerarci dei coglioni politicamente parlando, allora non si sa proprio che fare, ti cade la terra sotto i piedi. http://www.youtube.com/watch?v=KxIE8WYAcfE 10月28日 Eletto al consiglio d'istitutoQuesto intervento non sto per scriverlo per superbia, ma perchè voglio in qualche modo essere grato a più di 300 persone che hanno dato con la loro preferenza appoggio ai progetti e alle iniziative proposte da me e dalla mia lista per la candidatura al consiglio d'istituto. Il metodo proporzionale d'Hont è in effetti un tantino crudele, ma nonostante tutto sono riuscito ad essere eletto. C'è chi dice che è grazie al linguaggio che ho utilizzato per la propaganda, chi perchè sono popolare (ma io non penso di esserlo), chi perchè ho scandito le parole nei miei discorsi e ho catturato in qualche modo l'attenzione, chi perchè col nostro programma non potevamo che farcela. E ora, la partita è appena cominciata. Prossimo obiettivo: referendum studentesco nazionale. Rimbocchiamoci le maniche, ragazzi, al lavoro! Dedico a chi mi ha votato una canzone che non centra un cazzo ma rimane pur sempre una bella canzone. 10月27日 La memoria vi rende liberiIl comune di Bergamo si è riunito per votare a favore o contro il nuovo nome da dare a una via della città. L'Italia dei Valori (che strano, sempre loro, porci comunisti) aveva proposto via Peppino Impastato. Esito del voto: negativo. Maggioranza al consiglio comunale di Bergamo: Lega Nord e Pdl. L'antimafia non dovrebbe avere un colore politico, ma in un paese come questo ce l'ha. 10月26日 PrimarieDemocraticheLa Sicilia è l'unica regione italiana che alle primarie ha dato più voti a Franceschini che a Bersani. Io a votare non ci sono andato perchè nessuno dei tre mi dà molta sicurezza, ma comunque.. ci facciamo conoscere sempre. Che vergogna. 10月25日 . Perché il caso "Uccidiamo Berlusconi" potrebbe portare ad un inizio di dittatura Il caso del gruppo facebook "Uccidiamo Berlusconi" non lascia presagire nulla di buono e, dietro la facciata di una punizione esemplare verso i probabili attentatori alla vita del premier, c'è, in realtà, un disegno ben più ampio che potrebbe portare alla restrizione della libertà di parola, diritto fondamentale e indiscutibile in un paese democratico. Il gruppo "Uccidiamo Berlusconi" è composto da persone che indirizzano rabbia e indignazione nei confronti del nostro Presidente del Consiglio anche attraverso espressioni tremende e un uso improprio della parola "morte". Purtroppo, in democrazia accade anche questo e anche l'ex premier Prodi, all'epoca del suo breve mandato, fu il bersaglio (e lo è tuttora) di un gruppo facebook dal titolo "Chi vuole decapitare Romano Prodi (Il Mortazza)", gruppo che contiene frasi macabre del tipo "Ti voglio morto Mortazza" o " Mortazza di merda deve uscire qualcuno dall'indulto che ti ammazza tutta la famiglia e ti brucia la casa ladro di merda". Frasi dello stesso calibro di quelle adoperate da alcuni utenti del gruppo "Uccidiamo Berlusconi". Nel caso di Prodi, non si crearono allarmismi sulla stampa, non si diede, quindi, importanza al fenomeno e non fu assolutamente raddoppiata la scorta di Prodi. Perché adesso sì? Andiamo un po' indietro. Da alcuni mesi i media stanno diffondendo un'immagine del social network Facebook distorta. Il giornalista Emilio Fede è il maggior detrattore e, tramite inchieste giornalistiche (http://www.youtube.com/watch?v=zp10_Dx4gT8) e sondaggi risibili, lascia spesso un messaggio ai suoi telespettatori inequivocabile : secondo il direttore del TG4, Facebook è il male ed è la causa principale di molte violenze, stupri e disordini sociali. La campagna anti-facebook è diventata quasi un riempitivo sulla stampa ed è giusto di una settimana fa la notizia che ha coinvolto Matteo Mezzadri, giovane dirigente di Generazione Democratica, che sulla sua bacheca personale scrisse, sicuramente a mò di sfogo : «Ma santo cielo, possibile che nessuno sia in grado di ficcare una pallottola in testa a Berlusconi?». Ultima la bufera sul gruppo Facebook che "vorrebbe morto" il premier italiano. Questo polverone mediatico non farà bene all'Italia e potrebbe diventare la goccia che fa traboccare il vaso. Gruppi che iniziano o che hanno nel titolo la parola "uccidiamo" ce ne sono diversi e non hanno mai creato problemi a nessuno. Se verrà dato credito a questa notizia, i nostri governanti si potrebbero sentire legittimati a chiudere tutti i blog e i forum che criticano aspramente l'operato del governo e Berlusconi. Si tratta della classica politica dei piccoli passi - la storia insegna - e stanno tastando il terreno. Questi attacchi ripetuti e ostinati vengono rivolti verso Facebook perché è un social network potente, che potrebbe controllare masse, organizzare proteste, far circolare informazioni riservate, coltivare dissidenti. Leggiamo tra le righe, questa bufera non è altro che un unico, costante, specifico avvertimento intimidatorio da parte della maggioranza verso una parte di popolazione ostile e riottosa. Il clima politico in Italia si è fatto pesante, forse troppo, e Berlusconi lo sta avvertendo, ha paura, occorrono intimidazioni e, nel caso, un passaggio a misure più stringenti. Chi riesce a capirlo è bravo, intanto vediamo come andrà a finire. Francesco Bove. 10月16日 Il frasario rivoluzionario"Io non credo che si possa andare avanti perchè dal momento in cui nel '93 e' stata abolita l'immunità dei parlamentari sono i giudici e non i cittadini che decidono chi può fare il parlamentare o meno" A me sembrava invece che il sistema elettorale permettesse ai partiti e non ai cittadini di scegliere chi va al parlamento, ed è per questo che c'è il problema dei parlamentari che hanno questioni serie con la giustizia. Non confondiamo cause ed effetti. "Ho commissionato un sondaggio.. " A chi l'hai commissionato? Fonti? Campione della ricerca? "..andando avanti così il 50% degli italiani non pagherà il canone" Questa è apologia di reato, on. Presidente del Consiglio dott. Silvio Berlusconi! Apologia di reato, stai invitando implicitamente tutto il tuo elettorato e i tuoi leccaculo a non pagare il canone solo perchè quancuno ti dà fastidio con la verità! "Comunque alla fine siccome il vantaggio viene ancora a noi, se vogliono andare avanti in questo modo facciano pure" Se sei convinto che continuando così ne esci avvantaggiato, che hai da lamentarti? E che hai da censurare? 10月14日 Lìimportanza della democraziaSei quesiti alle olimpiadi di Fisica in squadra, all'Istituto Nazionale di Fisica della Materia. Pareggio fino alla quinta domanda, ma l'ultima ci fa perdere. Perchè? Ci saremmo potuti arrivare, se avessimo avuto l'opportunità di rifletterci di più ma soprattutto di discutere l'idea da cui scaturiva la risposta. Ecco che ancora una volta emerge l'importanza del confronto e della democrazia: di sei risposte, una soltanto era sbagliata, e guardacaso era proprio quella che per la fretta non avevamo potuto discutere. A questo serve la democrazia, discutendo dovrebbero risolversi i problemi prima o poi. Senza democrazia non si discute la risposta proposta e si accetta così, senza pensarci, perchè in effetti sembra la più plausibile a prima vista. E si fanno minchiate. 10月13日 Riporto un comunicato ADUCLe pratiche costano 10 miliardi di euro l'anno per le aziende. Indefinibile e' il costo per i cittadini se si considera anche il tempo impiegato, e quindi il costo economico, per l'espletamento dei compiti burocratici. Semplificare l'azione amministrativa vuol dire anche tagliare passaggi procedurali, controlli, adempimenti inutili, etc.: cioe' vuol dire eliminare tutto quello che e' superfluo o addirittura dannoso per un buon funzionamento dell'amministrazione. Il nostro governo ha due ministeri che si interessano all'argomento, il primo e' quello della Semplificazione Normativa con a capo Roberto Calderoli, il secondo e' quello della Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, con il ministro Renato Brunetta. Le sovrapposizioni di competenze dei due ministeri sono evidenti e cio' in barba proprio al concetto di semplificazione amministrativa. Insomma serviva trovare due poltrone. Le Regioni, le Province e i Comuni sono disseminate di assessori e di commissioni alla Semplificazione Amministrativa che producono poco o niente. Insomma, fumo negli occhi. Il cittadino si arrangia come puo'. Caso esemplare sono le normative urbanistiche (ieri sera c'e' stato un interessante servizio di Report su Rai 3) che hanno indotto al piu' vasto abusivismo edilizio della nostra storia che, di volta in volta, viene sanato con ulteriori complicazioni. Colpa, in primis, dei Sindaci che non governano il loro territorio e, in successione, di assessori regionali e ministri che ce la mettono tutta per complicare la vita ai cittadini. Si riuscira' nell'intento di semplificare? Abbiamo poche speranze: a chi governa e alla burocrazia non interessa, anzi, potrebbe essere controproducente all'esercizio del potere vessatorio sui cittadini. 10月9日 The Economist (che è un giornale che fa giornalismo)Dobbiamo andare all'estero per sapere la verità, saperla tutta e senza censura e smussamenti o tagli. Pensate senza internet a cosa cazzo potremmo credere! Potrebbero prenderci in giro molto più di quanto già non facciano. Un esempio? Stamattina cortei studenteschi in più di 60 città d'Italia; ai Tg nazionali non una parola, neanche al Tg3. Consiglio a chi conosce abbastanza l'inglese la lettura di un articolo estero, sul Lodo Alfano incostituzionale. EDIT: e QUA ne dice una dopo l'altra, di verità. Che strano , nei giornali italiani non si leggono mai tutte queste notizie concentrate.
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visto che tutta non ci stava
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