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-- aggiornerò il profilo quando ne avrò voglia --

Cultura! Libertà!

Tibi persuade maximam rei publicae spem in te esse (Cic.)

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Data Rivoluzionaria

Sito denuclearizzato

November 02

Tormentone egiziano sulla moralità di certi italiani


In effetti non sapevo se metterlo sulla categoria cazzeggiamento oppure no..perchè se anche in Egitto sono arrivati a considerarci dei coglioni politicamente parlando, allora non si sa proprio che fare, ti cade la terra sotto i piedi.

http://www.youtube.com/watch?v=KxIE8WYAcfE
October 28

Eletto al consiglio d'istituto


Questo intervento non sto per scriverlo per superbia, ma perchè voglio in qualche modo essere grato a più di 300 persone che hanno dato con la loro preferenza appoggio ai progetti e alle iniziative proposte da me e dalla mia lista per la candidatura al consiglio d'istituto.
Il metodo proporzionale d'Hont è in effetti un tantino crudele, ma nonostante tutto sono riuscito ad essere eletto.
C'è chi dice che è grazie al linguaggio che ho utilizzato per la propaganda, chi perchè sono popolare (ma io non penso di esserlo), chi perchè ho scandito le parole nei miei discorsi e ho catturato in qualche modo l'attenzione, chi perchè col nostro programma non potevamo che farcela.
E ora, la partita è appena cominciata. Prossimo obiettivo: referendum studentesco nazionale.

Rimbocchiamoci le maniche, ragazzi, al lavoro!

Dedico a chi mi ha votato una canzone che non centra un cazzo ma rimane pur sempre una bella canzone.



October 27

La memoria vi rende liberi


Il comune di Bergamo si è riunito per votare a favore o contro il nuovo nome da dare a una via della città.
L'Italia dei Valori (che strano, sempre loro, porci comunisti) aveva proposto via Peppino Impastato.
Esito del voto: negativo.
Maggioranza al consiglio comunale di Bergamo: Lega Nord e Pdl.

L'antimafia non dovrebbe avere un colore politico, ma in un paese come questo ce l'ha.

October 26

PrimarieDemocratiche


La Sicilia è l'unica regione italiana che alle primarie ha dato più voti a Franceschini che a Bersani.
Io a votare non ci sono andato perchè nessuno dei tre mi dà molta sicurezza, ma comunque.. ci facciamo conoscere sempre.
Che vergogna.
October 25

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Perché il caso "Uccidiamo Berlusconi" potrebbe portare ad un inizio di dittatura





Il caso del gruppo facebook "Uccidiamo Berlusconi" non lascia presagire nulla di buono e, dietro la facciata di una punizione esemplare verso i probabili attentatori alla vita del premier, c'è, in realtà, un disegno ben più ampio che potrebbe portare alla restrizione della libertà di parola, diritto fondamentale e indiscutibile in un paese democratico.
Il gruppo "Uccidiamo Berlusconi" è composto da persone che indirizzano rabbia e indignazione nei confronti del nostro Presidente del Consiglio anche attraverso espressioni tremende e un uso improprio della parola "morte". Purtroppo, in democrazia accade anche questo e anche l'ex premier Prodi, all'epoca del suo breve mandato, fu il bersaglio (e lo è tuttora) di un gruppo facebook dal titolo "Chi vuole decapitare Romano Prodi (Il Mortazza)", gruppo che contiene frasi macabre del tipo "Ti voglio morto Mortazza" o " Mortazza di merda deve uscire qualcuno dall'indulto che ti ammazza tutta la famiglia e ti brucia la casa ladro di merda". Frasi dello stesso calibro di quelle adoperate da alcuni utenti del gruppo "Uccidiamo Berlusconi".
Nel caso di Prodi, non si crearono allarmismi sulla stampa, non si diede, quindi, importanza al fenomeno e non fu assolutamente raddoppiata la scorta di Prodi.

Perché adesso sì?

Andiamo un po' indietro. Da alcuni mesi i media stanno diffondendo un'immagine del social network Facebook distorta. Il giornalista Emilio Fede è il maggior detrattore e, tramite inchieste giornalistiche (http://www.youtube.com/watch?v=zp10_Dx4gT8) e sondaggi risibili, lascia spesso un messaggio ai suoi telespettatori inequivocabile : secondo il direttore del TG4, Facebook è il male ed è la causa principale di molte violenze, stupri e disordini sociali.
La campagna anti-facebook è diventata quasi un riempitivo sulla stampa ed è giusto di una settimana fa la notizia che ha coinvolto Matteo Mezzadri, giovane dirigente di Generazione Democratica, che sulla sua bacheca personale scrisse, sicuramente a mò di sfogo : «Ma santo cielo, possibile che nessuno sia in grado di ficcare una pallottola in testa a Berlusconi?».
Ultima la bufera sul gruppo Facebook che "vorrebbe morto" il premier italiano.
Questo polverone mediatico non farà bene all'Italia e potrebbe diventare la goccia che fa traboccare il vaso. Gruppi che iniziano o che hanno nel titolo la parola "uccidiamo" ce ne sono diversi e non hanno mai creato problemi a nessuno.
Se verrà dato credito a questa notizia, i nostri governanti si potrebbero sentire legittimati a chiudere tutti i blog e i forum che criticano aspramente l'operato del governo e Berlusconi.
Si tratta della classica politica dei piccoli passi - la storia insegna - e stanno tastando il terreno.
Questi attacchi ripetuti e ostinati vengono rivolti verso Facebook perché è un social network potente, che potrebbe controllare masse, organizzare proteste, far circolare informazioni riservate, coltivare dissidenti.
Leggiamo tra le righe, questa bufera non è altro che un unico, costante, specifico avvertimento intimidatorio da parte della maggioranza verso una parte di popolazione ostile e riottosa.
Il clima politico in Italia si è fatto pesante, forse troppo, e Berlusconi lo sta avvertendo, ha paura, occorrono intimidazioni e, nel caso, un passaggio a misure più stringenti.
Chi riesce a capirlo è bravo, intanto vediamo come andrà a finire.


Francesco Bove.
October 16

Il frasario rivoluzionario


"Io non credo che si possa andare avanti perchè dal momento in cui nel '93 e' stata abolita l'immunità dei parlamentari sono i giudici e non i cittadini che decidono chi può fare il parlamentare o meno"

A me sembrava invece che il sistema elettorale permettesse ai partiti e non ai cittadini di scegliere chi va al parlamento, ed è per questo che c'è il problema dei parlamentari che hanno questioni serie con la giustizia. Non confondiamo cause ed effetti.

"Ho commissionato un sondaggio.. "

A chi l'hai commissionato? Fonti? Campione della ricerca?

"..andando avanti così il 50% degli italiani non pagherà il canone"

Questa è apologia di reato, on. Presidente del Consiglio dott. Silvio Berlusconi! Apologia di reato, stai invitando implicitamente tutto il tuo elettorato e i tuoi leccaculo a non pagare il canone solo perchè quancuno ti dà fastidio con la verità!

"Comunque alla fine siccome il vantaggio viene ancora a noi, se vogliono andare avanti in questo modo facciano pure"

Se sei convinto che continuando così ne esci avvantaggiato, che hai da lamentarti? E che hai da censurare?
October 14

Lìimportanza della democrazia


Sei quesiti alle olimpiadi di Fisica in squadra, all'Istituto Nazionale di Fisica della Materia.
Pareggio fino alla quinta domanda, ma l'ultima ci fa perdere. Perchè? Ci saremmo potuti arrivare, se avessimo avuto l'opportunità di rifletterci di più ma soprattutto di discutere l'idea da cui scaturiva la risposta.
Ecco che ancora una volta emerge l'importanza del confronto e della democrazia: di sei risposte, una soltanto era sbagliata, e guardacaso era proprio quella che per la fretta non avevamo potuto discutere. A questo serve la democrazia, discutendo dovrebbero risolversi i problemi prima o poi. Senza democrazia non si discute la risposta proposta e si accetta così, senza pensarci, perchè in effetti sembra la più plausibile a prima vista. E si fanno minchiate.
October 13

Riporto un comunicato ADUC


Le pratiche costano 10 miliardi di euro l'anno per le aziende. Indefinibile e' il costo per i cittadini se si considera anche il tempo impiegato, e quindi il costo economico, per l'espletamento dei compiti burocratici. Semplificare l'azione amministrativa vuol dire anche tagliare passaggi procedurali, controlli, adempimenti inutili, etc.: cioe' vuol dire eliminare tutto quello che e' superfluo o addirittura dannoso per un buon funzionamento dell'amministrazione. Il nostro governo ha due ministeri che si interessano all'argomento, il primo e' quello della Semplificazione Normativa con a capo Roberto Calderoli, il secondo e' quello della Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, con il ministro Renato Brunetta. Le sovrapposizioni di competenze dei due ministeri sono evidenti e cio' in barba proprio al concetto di semplificazione amministrativa. Insomma serviva trovare due poltrone. Le Regioni, le Province e i Comuni sono disseminate di assessori e di commissioni alla Semplificazione Amministrativa che producono poco o niente. Insomma, fumo negli occhi. Il cittadino si arrangia come puo'. Caso esemplare sono le normative urbanistiche (ieri sera c'e' stato un interessante servizio di Report su Rai 3) che hanno indotto al piu' vasto abusivismo edilizio della nostra storia che, di volta in volta, viene sanato con ulteriori complicazioni. Colpa, in primis, dei Sindaci che non governano il loro territorio e, in successione, di assessori regionali e ministri che ce la mettono tutta per complicare la vita ai cittadini. Si riuscira' nell'intento di semplificare? Abbiamo poche speranze: a chi governa e alla burocrazia non interessa, anzi, potrebbe essere controproducente all'esercizio del potere vessatorio sui cittadini.
October 09

The Economist (che è un giornale che fa giornalismo)



Dobbiamo andare all'estero per sapere la verità, saperla tutta e senza censura e smussamenti o tagli.
Pensate senza internet a cosa cazzo potremmo credere! Potrebbero prenderci in giro molto più di quanto già non facciano.
Un esempio? Stamattina cortei studenteschi in più di 60 città d'Italia; ai Tg nazionali non una parola, neanche al Tg3.
Consiglio a chi conosce abbastanza l'inglese la lettura di un articolo estero, sul Lodo Alfano incostituzionale.

EDIT: e QUA ne dice una dopo l'altra, di verità. Che strano , nei giornali italiani non si leggono mai tutte queste notizie concentrate.


October 08

Incostituzionale


Lodo Alfano incostituzionale.

Viva la Costituzione!

Abbasso il personalismo!




October 04

Il silenzio è mafioso


Fabrizio Cicchitto, piduista vs Daniele Martinelli, giornalista della Rete

video qui
October 03

Ministro Gelmini, le spiego perché il problema è lei, la lettera di Piergiorgio Odifreddi

1 ottobre 2009
Signor ministro, leggo (o meglio, mi hanno segnalato di leggere) su Il Giornale di famiglia del presidente del Consiglio che sabato scorso, alla sedicente Festa della Libertà organizzata dall'altrettanto sedicente Popolo della Libertà al Palalido di Milano, moderata (si fa per dire) dal condirettore dello stesso giornale, lei ha tuonato contro «l'intolleranza antisemita del superfluo matematico Piergiorgio Odi-freddi, ex docente baby pensionato», che ha osato restituire il Premio Peano «quest'anno assegnato a Giorgio Israel, ai suoi occhi colpevole di sionismo, ma soprattutto di essere consulente del ministro».

Lei ha poi continuato, con stile e in punta di fioretto, dicendo che «gli imbecilli non mancano mai», e che «le parole di Odifreddi denotano razzismo, incapacità al confronto e stupidità». E ha terminato allargando il discorso, assimilando il mio gesto alla «modalità tipica della nostra sinistra, quella di combattere il governo e Silvio Berlusconi a qualunque prezzo, a costo di insultare allo stesso tempo la maggioranza dei cittadini che lo votano». Mi permetta di rispondere nel merito alle accuse che mi rivolge, fingendo che esse siano in buona fede e dettate dall'ignoranza dei fatti. Naturalmente non posso dir nulla sulla mia imbecillità e stupidità, e mi fido del suo giudizio: in fondo, lei è un valente avvocato che ha superato una difficile abilitazione a Reggio Calabria, dopo una laurea nella vicina Brescia e un precedente passaggio da un liceo pubblico a uno privato, mentre io sono soltanto un modesto docente universitario che ha vinto facili concorsi da assistente, associato e ordinario nell'Università pre-Gelmini, ed è poi andato in pensione dopo 38 anni e mezzo di servizio (e non dopo una sola legislatura in Parlamento).

Ma non sono questi i motivi per cui io ritengo che la collaborazione con lei si configuri come una colpa, nè penso affatto che il governo di cui lei fa parte sia da combattere a qualunque prezzo: riconosco anzi, benchè dispiaciuto e vergognato, che Silvio Berlusconi abbia ricevuto una forte maggioranza e sia dunque democraticamente in diritto di governare il paese. Addirittura, pensi un po', vorrei che a farlo cadere fosse un giudizio elettorale sul suo operato politico, e non una campagna giornalistica sulle sue scopate con le escort: soprattutto quando questa campagna è spalleggiata dall'Avvenire, che ha usato ben altri pesi e misure per la pedofilia ecclesiastica e per la sua copertura da parte dell'allora cardinal Ratzinger. Il mio problema è proprio lei, signor ministro. E non tanto, o non solo, perchè ricopre una carica per la quale non ha la minima competenza, ma anzitutto e soprattutto per le innominabili motivazioni che hanno portato lei e la sua collega Mara Carfagna alla carica che ricoprite. Come vede, gli elettori che votano il suo partito o la sua coalizione non c'entrano proprio nulla, perchè non hanno eletto i ministri: c'entra invece la necessità etica di non collaborare con chi costituisce, nella Roma di oggi, l'analogo dei cavalli-senatori di Caligola nella Roma di ieri. Il professor Israel è naturalmente liberissimo di pensarla diversamente, ma lo sono anch'io di dissentire, e di non voler condividere con lui l'albo d'oro di un premio.

Se questa mia dissociazione vi turba, è perchè non conoscete nè la democrazia nè la storia, anche scientifica. Ad esempio, quando negli anni del maccartismo Edward Teller collaborò con la commissione governativa che revocò l'autorizzazione di sicurezza nucleare a Robert Oppenheimer, la quasi totalità dei colleghi si dissociò da lui e gli tolse il saluto, ostracizzandolo della comunità dei fisici: in quell'occasione avreste attaccato pure loro, come ora attaccate me? La domanda è retorica, ma l'esempio non è campato in aria: Teller era infatti uno scienziato guerrafondaio e iperconservatore, della stessa pasta del Von Neumann al quale Israel ha dedicato la compiacente biografia che ha appunto ricevuto il Premio Peano.

Ma ci sono altri motivi per dissociarsi da lui, oltre a quelli già accennati. Perchè, come ho detto espressamente nella mia lettera di rinuncia al premio, «le posizioni espresse da Israel in ambito politico, culturale e accademico sul suo blog, sul sito Informazione Corretta e in ripetuti interventi su Il Foglio e Il Giornale trascendono i limiti della normale dialettica, e si configurano come un pensiero fondamentalista col quale non intendo essere associato intellettualmente».

Capisco ovviamente che quei due giornali, insieme a Libero e all'ala destra del Corriere, si siano sentiti chiamati in causa e abbiano immediatamente fatto quadrato intorno a Israel e contro di me. Ma mi sembra singolare che proprio da loro, e da lei, vengano accuse di razzismo e di intolleranza: non siete forse voi, la vostra coalizione e il vostro governo, a fomentare l'odio nei confronti degli immigrati in generale, e degli islamici in particolare, con parole e azioni ben più violente della democratica e innocua restituzione di un premio al mittente?

Capisco anche, ma non accetto di giocarlo con voi, il subdolo gioco dell'equiparazione della critica a un ebreo come Israel, a un sito sionista come Informazione corretta, o a un governo israeliano come quello di Netanyau, con l'antisemitismo. E non lo accetto proprio perchè non sono razzista, e dunque non giudico a priori in base alla «razza» (ammesso che la parola abbia senso), ma a posteriori in base ai fatti: i razzisti veri sono altri, e cioè coloro per i quali tutti gli ebrei sono democratici, e tutti gli islamici fondamentalisti.

E invece ci sono ebrei fondamentalisti e islamici democratici : negarlo significa fare di ogni erba un fascio, e a me i fasci non piacciono, di qualunque «razza» siano. Mi piacciono invece molti ebrei democratici, da Amos Luzzatto a Moni Ovadia a Noam Chomsky, dei quali sono amico, e sto benissimo anche con ebrei ortodossi come il premio Nobel per l'economia Robert Aumann. Sono i fondamentalisti che non mi piacciono, e se questo significa non essere simpatico a certa gente, compresa lei, sopravviverò bene ugualmente. Anzi, molto meglio che se fossi simpatico a loro e a lei.

di Piergiorgio Odifreddi (da Il Fatto Quotidiano 1 ottobre 2009)

October 02

Giornata produttiva


Che interrogazione di italiano, ragazzi! Se fossero tutte così farebbe sempre piacere farle. Credo che sia stata l'interrogazione più completa che abbia mai fatto, ha spaziato in mille direzioni, con tantissime citazioni tratte dalle opere originali di Schiller, Foscolo, Lucrezio, Orazio, Kant, Milton ed esposizioni di idee di Stirner, Marx, Fichte, Nietzsche, Freud, Leopardi, Alfieri.. davvero un buon minestrone.

Poi, una domanda circa la possibilità del sapere, della preparazione culturale e dello sviluppo tecnologico moderno di dissipare i pregiudizi dalla mente umana mi ha portato a una interessante considerazione:
La cultura non può spezzare il pregiudizio; questo, come diceva Einstein, è più difficilmente distruttibile che un atomo. Provare con la ragione a eliminare il pregiudizio, parte integrante e schema mentale della psiche, significherebbe un'impresa disperata: correggere la ragione con la ragione, esaminare la psiche con la psiche. Il motivo per cui l'analisi interiore è di difficile attuazione e la psicoanalisi è di difficle applicazione è che la psicologia, per sua natura introspettiva, presuppone che l'osservatore di un fenomeno abbia se stesso come oggetto di osservazione. Ma l'uomo tende a considerare la propria mente separatamente dal resto dell'Universo, si considera speciale oltre la propria immensa complessità materiale; questo dualismo non può che rendere impensabile un'autoanalisi condotta dalla psiche umana; la psiche non può analizzare se stessa con la stessa leggerezza con cui analizza il mondo esterno, per il semplice motivo che domina già un pregiudizio di fondo: cioè che la mente e l'universo siano due realtà distinte.
È da questo costante confronto con la realtà esterna che ha origine il pregiudizio.
Il pregiudizio è ineliminabile perchè deriva dall'insicurezza interiore originata dalla constatazione che esiste la diversità; per quanto la cultura e gli strumenti che essa mette a disposizione dell'uomo possano condurci ad accettare la diversità come semplice altra manifestazione contingente e accidentale di qualcosa che solitamente si manifesta alla nostra mente in un'altra maniera (appunto diversa), non è possibile che possa portare la mente a considerare alla stessa maniera se stessa; non è possibile che possa eliminare l'apparente percezione di diversità tra noi e la natura, tra l'uomo e dio, tra la psicologia e la fisica; non è possibile perchè l'autocoscienza è la consapevolezza di essere coscienti, ma è una auto-percezione che si basa su un dualismo, sulla separazione reale tra Io e Mondo.
Forse non la cultura, forse qualcos'altro, come l'individuo pensante, potrà a poco a poco scardinare tutti i pregiudizi del nostro mondo e del nostro tempo. Ma ne resterà sempre uno, cioè la convinzione che l'intelletto e l'intelligibile siano due cose diverse.



 

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visto che tutta non ci stava